Lettera dell'amico e artista Alberto Sughi

Nel 1987 il Comune di Cesena decise di festeggiare gli 80 anni di Gattavecchia, organizzandogli una mostra personale, presso la Galleria Comunale d'Arte.
All'evento doveva partecipare il famoso artista Alberto Sughi, per rendergli omaggio data la loro grande amicizia.
Purtroppo non riuscì ad essere presente, ma cercò di manifestare la propria vicinanza, facendogli pervenire la "brutta copia" del discorso che avrebbe tenuto al momento dell'inaugurazione.
Si tratta di una interessante testimonianza del fermento culturale e artistico di quel periodo e di quanti artisti abbiano condiviso le emozioni, il dialogo, il confronto, ritrovandosi tutti insieme nello studio in cima al torrione, nella storica Rocca di Cesena.

Il testo è riportato qui sotto, mentre le foto in basso, mostrano le pagine originali.

Caro Aristide,

Ti ricordi in quanti ci trovammo a ridere, piangere e sognare come bambini in quel liberatorio dopoguerra?
Mi piace ricordare i cari nomi, così come riaffiorano da quel tempo lontano e comincio con il tuo, Aristide, che oggi arrivi agli 80 anni con lo sguardo e il cuore di un ragazzo e con quello dell'indimenticabile Otello Magnani, come te nutrito di intelligenza e tenace passione per la pittura.
Ed i nomi dell'inseparabile trio Cappelli, Caldari ed il mio.

Arroccati  nel maschio sopra la piazza assieme a Fioravanti, architetto e scultore, e al giovane professor Dradi che, per primo, cercò di individuare criticamente il nostro lavoro.

Quante interminabili ore  passate insieme per le strade, nei caffè della vecchia Cesena a discutere di tutto: arte, politica, vita...  e come è vivo il ricordo di te, Aristide, folletto acrobata del paradosso, sempre sul filo che lega realtà e fantasia.

Arrivarono a Cesena in quegli anni dapprima il grande Muccini e poi il poeta Pedretti, che ci hanno lasciato, quasi abbiano voluto consegnarlo al nostro gruppo, l'esempio e il ricordo del carattere di artisti e di intellettuali.

Devo confessarti, Aristide, la mia commozione nel ricordare quella stagione: tutto sembrava muoversi all'interno di un sentiero traviato chissà da chi ... allora ci piaceva pensare che in quel sentiero ci fossero ancora tracce dei passi di Renato Serra.

Come sarebbe bello tornare nello studio della Rocca in una sorta di  stanza metafisica dove potessimo riprendere i nostri discorsi, magari assieme agli amici che venivano a trovarci da lontano come Raimondi, Bernari, Guerra, Cagli e a tutti gli scrittori e studiosi che arrivavano fin lassù attraverso la libreria di Giovanni Bettini.

Caro Zimildin, sono contento che l'amministrazione di Cesena faccia una mostra per festeggiare i tuoi incredibili 80 anni.
Chi visiterà la tua mostra, capirà quanto era profondo l'impegno culturale che animava il nostro gruppo e come la tua pittura sia nutrita di quell' originale carattere stilistico che fece pensare a più di uno, alla nascita della scuola di Cesena.

In altre occasioni ho parlato in maniera più puntuale del tuo lavoro; permettimi oggi, che sono lontano, di lasciare che sia il ricordo a rianimare i contorni di una lontana stagione in cui anche la tua persona e il tuo lavoro avevano una parte così importante.

Tanti auguri affettuosi dal tuo  Alberto Sughi

Roma, 9/11/1987